Eccellentissimo Card. Ruini,

 

se c'è una cosa che mi ha davvero creato dei dubbi, da sempre, nell'ambito della religione è: perché  mai il clero si sente in diritto di disquisire sui miei rapporti amorosi-sessuali?

Non sono mai stati un mistero la trinità, per me,  né l'immacolata concezione. Queste sono cose che con un po' di fantasia riesco pure a capire.

 

Ma perché mai un prete che non ha mai conosciuto né l'amore condiviso con un'altra persona né, tantomeno, il piacere sessuale condiviso con un'altra persona (almeno, questo è quello che ci dite. Magari qualcosina la condividete, e io sono dalla vostra parte se è così) deve bussare alla mia porta e dirmi che:

 

- l'unione di fatto è un grave rischio per la società

- l'unione fra due persone dello stesso sesso è contronatura e, quindi, perversa.

- l'aborto è un omicidio

- il sesso prima del matrimonio è un atto contro dio e contro, ancora, la società.

 

Non starò qui di certo a dire che “siamo nel 2005 e certe cose del medioevo dovrebbero essere superate…” E’ una frase troppo semplicistica e, per certi versi, falsa: se qualcosa di buono c’era in passato, è giusto che venga trascinato fino a oggi, quelli che qualcuno chiama“tempi moderni”. (maddechè??)

Sono convinta che l’unione di fatto non sia un grave rischio per la società; piuttosto, è la società a mettere continuamente a repentaglio le relazioni sentimentali. Rinunciare all’abito bianco, ai fiori d’arancio, alla banda demenziale che suona al matrimonio, alla madre e alla suocera che piangono e che mi fanno sentire una cacca, onestamente non mi crea un gran problema.

E nemmeno dio si creerebbe alcun problema se non mi vedesse, prima o poi, fra gli ospiti della sua casa. Tanto lui sa che amo. Lui è ovunque. O no? Sarebbe felice di vedermi felice.

E allora, mi dia un buon motivo per sposarmi.

Tanto forse lo sa che oggi come oggi la maggior parte della gente si sposa per fare la festa e per utilizzare i soldi regalati in visagista e vestito per il matrimonio: un momento per essere celebri e finalmente protagonisti. Ecco cos’è il matrimonio oggi. Una celebrazione non di amore, non di affetto, non di attrazione sessuale: una celebrazione della mediocrità, della bassezza e della solitudine umana, la celebrazione della consapevolezza di essere poca cosa e di voler tentare di aggiungere del valore.

Cos’è, dunque, che fa dell’unione di fatto un “grave rischio”? Qual è la differenza che intercorre fra matrimonio e unione di fatto? Qual è la differenza morale, Card. Ruini?

 

L’unione di due individui dello stesso sesso non è contro natura perché:

 

  • In natura esistono, fra TUTTE le razze animali, sia istinti omosessuali, sia eterosessuali, sia bisessuali. Animali dello stesso sesso spesso copulano fra loro e, mi permetta di dirlo, loro hanno più motivi di mettere al mondo molte più creature di quanto non ne abbiamo noi: loro si stanno estinguendo, noi ci moltiplichiamo come un cancro che presto divorerà questo pianeta. E non solo: molte specie animali utilizzano la masturbazione come mezzo per arrivare al piacere fisico…e pensi: non sono MAI diventate cieche.
  • Prima del Cristianesimo, l’omosessualità era un modo di vivere la propria sessualità in maniera libera permettendo agli individui, al contempo, di copulare con individui di sesso diverso dal proprio in modo da generare teneri pargoli. Ma, una volta soddisfatto l’irrefrenabile istinto alla vita che porta sempre a creare e a procreare, potevano tranquillamente gestire la propria sessualità nei modi che più desideravano.
  • Per ultimo, l’omosessualità è un fatto privato e non dovrebbe interessare né alla chiesa né allo stato.

 

 

L’aborto è un omicidio?

Provi a chiederlo a quella mia amica delle medie che rimase incinta di due gemelli e che aveva da pensare alla sua infanzia, piuttosto che a quella di due bambini non voluti, generati in un momento di passione e di vita, estremamente normale e comprensibile a 15 anni (basta leggere qualsiasi manuale sulla riproduzione umana per rendersi conto che gli ormoni a quell’età si impennano e non puoi fermarli).

Oppure provi a chiederlo a quella poveraccia il cui marito prende una miseria, che ha già due o tre figli (ma ne basta uno in quelle condizioni) e non può permettersi di metterne al mondo un altro. Una che DAVVERO si preoccupa del futuro del proprio figlio.

Lei dirà: ci potevano stare attente!

Eh sì…se solo la chiesa permettesse di usare contraccettivi!

Mettere al mondo un figlio in condizione disagiate, sfavorevoli e , in qualche caso, degradate è il delitto più grande che si possa commettere.

E poi, anche qui, riprenda in mano quel famoso manualetto sulla riproduzione per capire che i primi tre mesi, il feto NON è in grado di capire alcunché. Sono cellule, cellule e basta.

 

 

Il sesso prima del matrimonio è dannoso?

E quello dopo allora? Sai che palle……Meglio il danno che due maroni così.

 

 

 

Melissa P.